The Toni Iwobi Appreciation Society OST

Ho fatto un voto alla Madonna che mi impone di iniziare qualsiasi playlist con The Great Southern Trendkill:

Ripensando alle scorse settimane, che ho avuto l’amarcord dei vecchi video del CapoBastone, quelli di Minecraft e Grezzo2 col sintetizzatore vocale, e CapoBastone ha un serpentone micidiale per icona come questo disco dei Pantera.
Te lo dico soprattutto per conferirmi ulteriore autorità da king dell’algoritmo, visto che il bello scritto apologetico de La Caduta sul CapoBastone è uscito solo in seguito; e ci sarebbero pure tutte quelle storie di pagine con un certo seguito, tipo HD Hipster Democratici, che mi sono sempre state vicine, tre passi indietro.
Uno degli episodi più clamorosi di me che smuovo internet è l’assurda circostanza per la quale ho sgamato artista e titolo di questa canzone skate punk molto bella, che mi ha ossessionato per lungo tempo:

Ti giuro, ti prometto, che non ho idea di chi siano stefanoxxxaz e iamnotanumber nei commenti: fatto sta che una sera di un mesetto fa, ragionando con amici intenditori, salta fuori la mia disperata voglia di sapere di chi accidenti è ‘sto pezzo. Nessuno sa. Shazam non sa, inutile dirti che le ho provate tutte. Mi sembrano quasi gli Eversor ma non ci stanno coi tempi e con la visibilità internazionale.
Ecco che la mattina dopo, davvero la mattina dopo, iamnotanumber risponde a stefanoxxxaz che si tratta di Feel di, o dei, ChuckTreece. Il video è su Youtube da otto anni, con 890 visualizzazioni.
Assurdo no?

Starai pensando «mumble mumble una playlist in supporto di Toni Iwobi che già nei primi tre pezzi ha dentro Phil Anselmo, Glenn Danzig e cita CapoBastone: questo qui è fascioleghista marcio figlio di puttana».

Fughiamo ogni ragionevole dubbio.

Il peggio è passato e deve ancora venire, ma il panorama del social network è stato desolante per diversi giorni. Il fatto che Toni Iwobi si sia piazzato in Senato si è tradotto in un’immagine virale: è uno split tra una foto che lo ritrae e uno screen di Samuel L. Jackson nel ruolo dell’house nigga in Django Unchained.

(Splittone Paura)

Teniamo ben presente una delle leggi più solide di internet: la sinistra non sa memare.
[DDA legge la bozza e mi fa notare che messa giù così è un’asserzione rossobrunista. Ho un momento di sconforto, e poi mi viene in mente che già sono partito ambiguo. Quindi chiarisco, e con link: la storia che la sinistra non sa memare è un meme, peraltro americano. Siccome pare che queste dinamiche abbiano contribuito alla vittoria di Trump, lo scrivo con rammarico. Però è vero. Ma non del tutto.]

Capisci che mi sento stranito dal veder passare conoscenti dalla spilletta Non una ti meno al beffarsi del diritto all’autodeterminazione in nome di una semi-dietrologica caccia alla strumentalizzazione.
Ma strumentalizzato de che, Toni Iwobi, che ha l’azienda sua.

A nessuno può dar fastidio un nero che scelga di stare dalla parte dei padroni perché  padrone a sua volta. Frase. Se annulli i termini come in matematica, per risultante hai che quel che gli brucia è che un nero sia padrone.

Ma se proprio hanno bisogno di un nero per nemico, se la prendessero con un Louis Farrakhan piuttosto, no? Macché, non sarebbero sul pezzo.

Mi ricordano tanto i meme e gli sfottò a Kyenge che sto male, e mi fa molto ridere, a vedere le stesse logiche politiche adottate da parti teoricamente opposte. È una roba che esce dalla bocca di Nanni Moretti al bar sotto forma di te lo meriti Alberto Sordi, fa il giro e gli rientra in culo.

Potremmo cavarcela con un «è controverso» come per The Story of O.J.
E poi mi sono talmente speso in favore di Toni Iwobi che non ho manco più voglia di argomentare ragionare fare, tra aggressioni verbali, schermaglie e baruffe. Essere costretto a fare la parte dell’avvocato del diavolo (ché comunque stiamo parlando di un leghista) mi prude e poi dieci pezzi li ho messi, la playlist è fatta, viva tutto.

Oh comunque Candyland era di Di Caprio, non di Samuel L. Jackson, scemini.

Ciao Maurizio. Gone but not forgotten.

 

paolo marco cintura
pmc